
Hai un tumore e hai iniziato la chemio. Quella che a breve ti farà cadere i capelli. Cosa ci può essere di peggio? Essere nel pieno dell’emergenza sanitaria Covid-19, durante il lockdown. Eh sì perché l’ospedale è aperto, ma tutto il resto no. Sono chiusi i parrucchieri, i negozi di parrucche, le associazioni di volontariato. Tutto.
Ti rendi conto che non avrai nemmeno la consolazione di poter scegliere se indossare una parrucca o un foulard. Dovrai assistere allo spettacolo delle ciocche che cadono senza poter decidere se optare preventivamente per un taglio corto. E lo sconforto aumenta. La rabbia aumenta. Questa pandemia ti sta togliendo anche un po’ la dignità.
Poi, proprio mentre stai cercando di rassegnarti all’idea, scopri che c’è chi è pronto a tenderti la mano perché sa bene che perdere i capelli per la chemio non è poca cosa.
Ed eccolo l’aiuto che scalda il cuore: una parrucchiera compagna di chemio che ti insegna come tagliare i capelli, le donne dell’associazione che puoi contattare a casa per un sostegno a distanza, i professionisti dei negozi di parrucche che, in attesa di poter riaprire, offrono consigli al telefono. Potere della solidarietà umana.
E così ti spunta un sorriso. Anche se hai un tumore, stai facendo la chemioterapia e perderai i capelli in piena pandemia.
Qui puoi leggere l’articolo pubblicato su Sicilia Network a proposito del ruolo dello Psiconcologo durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 e del mio lavoro in reparto durante il lockdown nazionale.
