
Aiuto, non so cosa dire! Di fronte alla malattia di un familiare o di un amico è normale provare disagio. Essere coinvolti emotivamente rende più complessa la comunicazione e può essere difficile esprimere empatia e vicinanza alla persona malata senza rischiare di risultare inopportuni.
Nell’articolo Le dieci frasi da non dire a chi ha un tumore (puoi leggerlo qui) ho passato in rassegna alcuni errori frequenti. Ho stilato un elenco di espressioni che, seppur pronunciate con le migliori intenzioni, non esprimono empatia e ho spiegato i motivi per cui andrebbero evitate.
Vediamo adesso invece come poter essere di aiuto, con alcuni consigli pratici. Attenzione! É bene tenere a mente che non esistono frasi giuste o sbagliate in assoluto. Molto dipende dal contesto, dalle persone e dall’intimità del rapporto.
Ecco una bussola per orientarsi con 10 parole-chiave.
- Autenticità. Essere sinceri e aperti. Piuttosto che fingere, meglio dire “Mi trovo in imbarazzo” o “Non sono molto bravo con le parole”.
- Umorismo. L’ironia esorcizza le paure e gli argomenti futili aiutano a non pensare. Si può sdrammatizzare senza minimizzare il problema.
- Empatia. Provare a mettersi nei panni dell’altro prima di aprire bocca!
- Silenzio. Non sempre è necessario parlare, soprattutto se l’altro non se la sente in quel momento. Affetto e rispetto spesso non hanno bisogno di parole.
- Aiuto. Un supporto concreto può essere utile tanto quanto quello morale, soprattutto se non si è bravi con le parole.
- Tempo. Dire qualcosa non è una pratica da evadere tra mille altre incombenze. Si può dire “Ti va di parlare un po’?” solo con reale disponibilità e senza fretta.
- Presenza. Si può esprimere dicendo “Io ci sono per te”, ma anche con un abbraccio o con il contatto visivo, guardando negli occhi l’altro mentre parla.
- Ascolto. Deve essere attivo per essere efficace, non basta sentire. Si può dire “Immagino” o annuire con la testa per comunicare interesse e sostegno.
- Comprensione. Solo chi ci è passato può capire, ma ci si può sforzare comunque di comprendere l’altro il più possibile. Si può dire “Come ti senti?” o “Fammi capire meglio cosa intendi”.
- Attenzione. Per aiutare occorre uscire da se stessi e concentrarsi sull’altro, prestando molta attenzione a ciò che dice (ma anche al non detto).
Ti consiglio inoltre il libretto Non so cosa dire, pubblicato da AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro), contenente consigli e suggerimenti per parenti e amici sulla comunicazione con persone malate (scaricabile qui).
