CHI AIUTA I FAMILIARI?

Il carico assistenziale e psicologico di della famiglia del malato oncologico.

IL CAREGIVER 

Il termine anglosassone caregiver è entrato ormai stabilmente nell’uso comune per indicare “colui che si prende cura”  di una persona cara che non è in grado di provvedere a se stessa in maniera autonoma, del tutto o in parte.

Si tratta del membro della famiglia che si occupa più attivamente dell’assistenza al congiunto malato rispondendo ai suoi bisogni pratici ed emotivi e che perciò costituisce il punto di riferimento principale sia per il paziente sia per l’équipe di cura.

IL CAREGIVER IN ONCOLOGIA

Secondo l’Istat in Italia sono oltre 3 milioni le persone che si prendono cura di un familiare colpito dal cancro dedicando mediamente 8 ore di assistenza giornaliera al proprio congiunto.

Le incombenze di cui si fanno carico, in termini di tempo, sforzo fisico e impegno mentale, implicano per i caregivers l’esposizione ad una serie di fattori stressanti che favoriscono l’insorgenza di sintomi di disagio psicofisico come difficoltà nel sonno, debolezza e stanchezza.

Gli studi hanno inoltre evidenziato che il senso di responsabilità e il forte coinvolgimento emotivo nei confronti del congiunto malato di cui ci si prende cura possono predisporre allo sviluppo di veri e propri disturbi psicologici, soprattutto ansia e depressione.

CONSIGLI PRATICI

I familiari del malato oncologico rappresentano dunque una popolazione ad alto rischio di esaurimento psicofisico e sociale.

È necessario dedicare attenzione e supporto ai caregivers affinché vengano aiutati a mantenere una buona qualità di vita e a gestire lo stress che si accompagna al carico assistenziale.

Di seguito il link per scaricare gratuitamente un’utile guida con 10 consigli pratici rivolti ai familiari dei malati oncologici:

https://www.favo.it/pubblicazioni/caregivers-brochure-staino.html

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