LA SPADA DI DAMOCLE

HO FINITO LE TERAPIE…E ADESSO?

Alla conclusione delle terapie oncologiche si apre la fase di follow up che prevede visite ed esami di controllo periodici, inizialmente ravvicinati nel tempo, poi via via più distanti tra loro, e così per anni.
Diversamente da quanto si pensi, l’ingresso nella fase dei controlli rappresenta un momento di particolare stress emotivo.
La sospensione delle cure, anche quando la malattia è in remissione, è spesso vissuta in maniera ambivalente perché implica sul piano psicologico la perdita della relazione quotidiana con l’équipe di cura. Accanto a sentimenti positivi, si può provare così anche un senso di insicurezza che in alcuni casi può trasformarsi in una vera e propria crisi emotiva.

E SE LA MALATTIA DOVESSE TORNARE?

La condizione psicologica caratterizzata preoccupazioni per il futuro e stati di ansia per un’eventuale recidiva è nota come “Sindrome della spada di Damocle”.
La maggior parte delle persone che hanno attraversato l’esperienza della malattia oncologica riferisce, anche a distanza di anni, di pensare alla possibilità che il tumore ritorni e di preoccuparsi a volte in maniera eccessiva per sintomi fisici trascurabili.

QUANDO CHIEDERE AIUTO?

Sebbene l’ansia della malattia non passi mai del tutto e tenda a riacutizzarsi in concomitanza con i periodi dei controlli, generalmente però nel tempo la sensazione di avere una “spada di Damocle” sulla testa si attenua molto. L’angoscia e la paura si riducono ed è possibile riprendere la propria vita con ritrovato equilibrio.
Se invece l’ansia non diminuisce col passare del tempo ed anzi è tale da causare notevole sofferenza emotiva fino a condizionare la quotidianità, è bene prendere in considerazione la possibilità di chiedere un aiuto psicologico.

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